martedì, 24 novembre 2009, ore 20:33

garrisca al vento il labaro viola!

Momma55
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martedì, 24 novembre 2009, ore 00:08

da la Repubblica.it

Il ministro per l'Attuazione del programma di governo auspica un cambio di abitudini
"Un quarto dei tedeschi mangia lavorando. In Inghilterra molti rinunciano o la riducono"

Rotondi contro la pausa pranzo
"Un rito che blocca tutta l'Italia"

Bonanni (Cisl): "Dia l'esempio, non vada alla buvette e i lavoratori lo seguiranno"
Angeletti (Uil): "Si vede che non ha esperienza diretta di un lavoro di otto ore di seguito"
di GIOVANNI GAGLIARDI

Rotondi contro la pausa pranzo "Un rito che blocca tutta l'Italia"

ROMA - "La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia". Ne è convinto Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma di governo ospite del programma tv web 'KlausCondicio'.

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"Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare - afferma il ministro - ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un'attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo. Casomai sarebbe meglio distribuirla in modo diverso, come avviene negli altri Paesi".

"In Germania, ad esempio, per incentivare la produttività - nota Rotondi - la pausa pranzo in alcuni posti di lavoro dura mezz'ora, mentre si estende a 45 minuti per chi lavora oltre le 9 ore. Tuttavia, secondo un recente sondaggio, un quarto dei tedeschi trascorre la propria pausa pranzo lavorando. Anche in Inghilterra molti dipendenti vi rinunciano o la riducono, sia nei minuti che nel numero di pause nel corso dell'intera settimana".

"Negli ultimi due anni - ha concluso il ministro - si è scesi da una media di 3,5 pause a settimana del 2006 a 3,3 nel 2008. Addirittura meno di 3 per le donne. In Francia lo statuto dei lavoratori riconosce 20 minuti ogni 6 ore, mentre in America la pausa pranzo non è proprio prevista dalla legge federale ed è regolamentata autonomamente dai singoli Stati, mentre in Canada e Svezia si pranza davanti alla scrivania".

La precisazione. Più tardi il ministro, con una nota, chiarisce il suo pensiero: "Non ho fatto nessuna proposta di abolire la pausa pranzo, ho solo detto a un giornalista che io l'ho abolita da vent'anni e lo stesso consiglio alla Camera dei Deputati, perché quella è l'ora in cui si lavora meglio. Si capisce che i lavoratori devono avere le loro pause e devono mangiare, magari sarebbe utile che ognuno si gestisse questa pausa come crede, ma è chiaro che è impossibile".

La replica. Pronto il commento del segretario della Cisl Raffaele Bonanni: "La pausa pranzo dove, nei cantieri edili? Nei campi? I lavoratori quando pranzano, lo fanno in maniera molto frugale, quasi sempre un panino o qualcosa del genere. Se Rotondi vuole dare il buon esempio, lo dico con simpatia, non vada più alla buvette e i lavoratori italiani ne seguiranno l'esempio", ha detto Bonanni ai microfoni di Cnrmedia.

"Il paragone con gli altri Paesi è fuorviante - ha continuato Bonanni - qui in Italia non ci sono le mense. Non ci sono a scuola, non ci sono nel pubblico impiego. E dove ci sono hanno un massimo di 800 calorie, quindi decisamente leggere. Infine, io negli Stati Uniti ci sono stato più volte e ho sempre visto i lavoratori usufruire della pausa pranzo".

La contro-replica. "Non vado alla Buvette, non pranzo da anni ma non mi sogno di entrare in conflitto coi legittimi diritti dei lavoratori - ha risposto il ministro -. Certo, se fosse possibile rinunciare alla pausa pranzo e uscire un'ora prima se ne avvantaggerebbero la produttività e la famiglia del lavoratore".

Successivamente è intervenuto anche il segretario della Uil Luigi Angeletti: "Ovviamente mi sembra una cosa molto curiosa si vede che non ha esperienza diretta di un lavoro di otto ore di seguito in azienda, fabbrica o ufficio dove le persone non possono gestirsi tempo o lavoro. In certe condizioni dire ognuno fa come gli pare è una battuta, semplicemente perché non si puo fare. La pausa - ha spiegato il sindacalista - è necessaria per motivi fisiologici e biologici. Dove si lavora a turno si fa la pausa a fine orario, consentendo a chi lavora di uscire prima o entrare dopo. In altri casi ci sono pause durante l'orario di lavoro. E' bene lasciare fare alle persone interessate nei limiti permessi dall'organizzazione del lavoro".

"Mangiare sul luogo di lavoro è una necessità non una scelta - ha continuato Angeletti - Sono pochi gli italiani che possono permettersi di mangiare a casa. I più fortunati hanno la mensa quindi mangiano sul luogo di lavoro, ma milioni di persone non hanno la mensa, e non per scelta, quindi sono costretti a mangiare un panino usando i ticket. Ci sono 17 milioni di persone - ha concluso Angeletti - sono lavoratori dipendenti e non possono organizzarsi a loro piacimento. Bisogna esserci passati per saperlo".

© Riproduzione riservata (23 novembre 2009)

Ministro Rotondi... un consiglio: perchè  non togliere anche la pausa cacca e la pausa pipì e farci andare al lavoro con un bel pannolone o con l'orinale nella borsa?

Sai che risparmio!

Ma vaffanculo anche te, và!

Momma55
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sabato, 21 novembre 2009, ore 00:24

Momma55
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lunedì, 16 novembre 2009, ore 00:56

Photobucket

...a Firenze

Momma55
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sabato, 14 novembre 2009, ore 13:26

si comincia a intravedere un po' di luce...

Momma55

sabato, 14 novembre 2009, ore 12:36

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
Il più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

...e che se ne vada presto anche quest'ultima "nuvoletta".

Momma55
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martedì, 10 novembre 2009, ore 00:07

Ma anche questo... perché no?

Andrea Mantegna, Cristo morto, 1470-1475 circa. Milano, Pinacoteca di Brera.

Momma55
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martedì, 10 novembre 2009, ore 00:02

 

Oppure questo...

image

Salvator Dalì  - Cristo di S. Giovanni della Croce  -  1951  - Glasgow

Momma55
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domenica, 08 novembre 2009, ore 13:25

A proposito: va bene se in classe appendo questo?

Matthias Grunewald - Crocefissione - 1515 - Altare di Isenheim - Museo Unterlinden, Colmar

Momma55
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domenica, 08 novembre 2009, ore 13:21

Vorrei scrivere dei miei bambini, di quanto sia contenta ed orgogliosa del fatto che sappiano leggere le prime sillabe...

Vorrei parlare di come in questo periodo sia così difficile andare a scuola...

Vorrei scrivere delle prodezze di Ophelia che per inseguire una mosca è capace di distruggermi casa...

Vorrei scrivere della sentenza sul crocefisso nelle scuole...

Vorrei scrivere dei successi e delle sconfitte della mia amata Fiorentina...

Vorrei scrivere du' bischerate sulle chiavi di ricerca, se non altro per far piacere ad Anna...

Vorrei scrivere ancora di quello che gira sul web per sapere  come si fa a forare le emorroidi (a proposito, sarà ancora vivo?)...

Vorrei scrivere   del Bobbo, della "nuvoletta" che vede all'occhio sinistro e per quello sia dovuto ritornare all'ospedale e chissà quanto ci dovrà restare, e chissà se tutto si risolverà in bene, oppure no...

Vorrei scrivere di Scraw, dei suoi 18 anni che non sono iniziati nel migliore dei modi...

Vorrei scrivere di Vern, della Regina Cattiva che finalmente è arrivata (ma chi ha dato i nomi ai colori delle auto della Fiat e della Lancia? O Lapo non si era disintossicato ?)...

Vorrei scrivere dell'autunno, delle foglie morte, di Van Gogh, di Guccini, dell'ultimo libro di Dan Brown che sto leggendo...

Vorrei scrivere di tutte le mostre che mi piacerebbe visitare, e in questo periodo ce ne sono tante...

Vorrei scrivere di quanto sono felice e fortunata di avere un'amica come la Simo...

Vorrei scrivere, perchè questo posto per me è molto importante...

 Vorrei scrivere che in fondo io sono un'ottimista, anche se molto fatalista...

Vorrei scrivervi presto buone notizie...

Vorrei scrivere che oggi piove, e quando piove mi è difficile essere ottimista, perchè sono anche metereopatica.

Momma55
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